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ostie ripiene

Sono tante le ragioni per cui viaggiamo, scoprire nuove culture, tradizioni, mode e piatti. Il cibo da sempre è uno degli aspetti più amati di un paese o di una località. Dato il suo passato tempestoso, l’Italia offre una enorme varietà di piatti e tradizioni gastronomiche, quindi viaggiare di regione in regione sembra quasi passare da un paese a un altro.

Per scoprire i tipici dolci pugliesi la cosa migliore da fare è cercare su Skyscanner il trova voli, atterrare all’aeroporto di Bari e iniziare subito a esplorare le prelibatezze di questa regione del Sud Italia.

Come in molte altre regioni italiane, anche in Puglia la produzione dolciaria segue le maggiori feste nazionali, come Natale, Pasqua o Carnevale.

I dolci tipici pugliesi sono tanti e gustosissimi.

Da provare per chiunque vada sono le ostie ripiene, dolce dal gusto delicato tipico di Monte Sant’Angelo nel Gargano. Secondo la leggenda, questo dolce è nato per sbaglio quando ad alcune monache del Monastero di Santa Chiara caddero delle mandorle nel miele caldo e per riprenderle usarono l’unica cosa che avevano a disposizione, le ostie. Oggi per risaltare il sapore, le ostie possono anche essere impreziosite da un pizzico di cannella e chiodi di garofano.

Cartellate

Un altro dolce tipico e motivo d’orgoglio della tradizione pugliese sono le cartellate, corolle di pasta fritte e guarnite con mosto cotto o miele, e mandorle. Anche qui si può aggiungere una spolverata di cannella alla fine, dopo che le cartellate fritte sono state immerse nel vincotto o nel miele.

Anche questo è un dolce molto antico, il cui nome sembrerebbe derivare dal tardo latino “cartallus” o dal siciliano “cartedda” (cesta, canestro). Sebbene alcune pasticcerie o forni li propongano tutto l’anno, il periodo migliore per trovare questi dolci è in dicembre, dall’Immacolata fino all’Epifania.

Un altro dolce molto antico e che collega la Puglia alla sua vicinanza con popoli stranieri, è il poperato, biscotto dall’impasto di origine albanese risalente a quando gli esuli albanesi si erano rifugiati nel Gargano sin dal 1400. Di spessore consistente, questo dolce è stato spesso considerato simbolo di abbondanza. Tipico del periodo di carnevale, lo si gusta come peccato di gola prima della Quaresima.

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